Il collegio dei docenti del LICEO MONTI di Chieri, nel mese di ottobre, ha approvato la mozione “La scuola non può rimanere indifferente”. Pubblichiamo qui di seguito il testo completo.
In qualità di docenti del Liceo Augusto Monti di Chieri, riteniamo che il nostro lavoro non si esaurisca solo nella trasmissione di conoscenze, ma includa la responsabilità profonda di formare cittadini e cittadine consapevoli, capaci di osservare criticamente la realtà, di riconoscerne le dinamiche, di nominarle per ciò che sono e di assumersi la responsabilità di prendere posizione. “Educare” implica il coraggio di scegliere da che parte stare, soprattutto nei momenti storici in cui i valori fondanti della convivenza civile vengono messi in discussione.
Non è sufficiente richiamarsi alle competenze chiave europee, come il pensiero critico, la cittadinanza attiva, la consapevolezza sociale, se, come comunità educante, non siamo disposti a metterle in pratica nei nostri contesti professionali e pubblici. È per questo che riteniamo doveroso, come docenti, interrogarci e prendere posizione rispetto a ciò che accade oggi nel mondo, in particolare all’assedio che colpisce il popolo palestinese da decenni e che negli ultimi due anni ha assunto forme e dimensioni che molte voci autorevoli della comunità internazionale non esitano più a definire aventi un intento genocidario, come emerge dal rapporto di Navanethem Pillay, Presidente della Commissione internazionale indipendente delle Nazioni Unite. La lotta al terrorismo e al fondamentalismo islamico infatti è usata, in particolare dopo gli efferati attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, per giustificare una guerra feroce ai civili condotta dalla leadership israeliana ultraconservatrice e suprematista, le cui azioni hanno ampiamente superato il legittimo diritto alla difesa.
A Gaza 660.000 bambini e ragazzi ad oggi non possono studiare per il terzo anno consecutivo (fonte UNRWA), a causa della sistematica demolizione delle scuole, delle università e dei centri di educazione. Ogni giorno muoiono bambini, civili inermi e persone in fila con la speranza di ricevere qualcosa da mangiare per loro e le loro famiglie.
Non possiamo permetterci di rimanere in silenzio: la storia che insegniamo ogni giorno nelle nostre classi, le carte dei diritti fondamentali, la nostra Costituzione italiana ci chiedono coerenza.
Il rischio che la guerra si estenda e travolga nuovi popoli e territori è concreto. In questo contesto drammatico, il governo di Israele continua ad agire in modo impunito. È nostro dovere denunciarlo e fare pressione sulle Istituzioni affinché si ottenga attraverso soluzioni diplomatiche la fine immediata delle ostilità e una risoluzione giusta del doloroso conflitto israelo-palestinese.
Una parte dell’opinione pubblica, anche grazie alla mobilitazione della società civile, ha cominciato a prendere posizione. Numerose scuole in Italia e nel nostro territorio (tra cui il Liceo Gioberti di Torino e l’IIS Curie-Levi di Collegno solo per fare alcuni esempi) hanno approvato o stanno approvando mozioni simili a questa.
È importante che il mondo della scuola, e in particolare il corpo docente, faccia sentire la propria voce e che la comunità scolastica tutta, accogliendo anche le richieste che vengono da parte degli studenti e dal territorio chierese, non solo esprima una condanna esplicita, ma che metta in atto percorsi di sensibilizzazione, conoscenza e solidarietà nel rispetto dei diritti umani, del ripristino della legalità nell’applicazione del diritto internazionale e delle sentenze delle corti di giustizia internazionale, in particolare, rispetto alla questione palestinese.
IL COLLEGIO DOCENTI DELL’ISTITUTO AUGUSTO MONTI DI CHIERI DELIBERA
- di promuovere la cultura della pace, il rifiuto ai razzismi, all’antisemitismo e all’islamofobia, il contrasto alle derive autoritarie nelle società democratiche;
- di esprimere una ferma condanna contro ogni forma di occupazione, apartheid, colonialismo e genocidio/pulizia etnica, con particolare riferimento alla situazione in Palestina;
- di impegnarsi a organizzare o collaborare a costruire momenti di riflessione pubblica, anche su sollecitazione degli studenti, delle famiglie e del territorio, sui temi della pace, dei diritti umani, della storia e della cultura palestinese;
- di monitorare l’iniziativa della Global Sumud Flotilla e di altre iniziative simili che, in questo momento, sono in viaggio verso il porto di Gaza per portare cibo, medicine e aiuti umanitari;
- di posizionare una bandiera della pace nell’atrio all’ingresso della scuola come segno visibile di solidarietà;
- di fare un’attenta riflessione sui progetti proposti e in atto con organizzazioni e fondazioni che giustificano o negano le violenze e i massacri che, in particolare negli ultimi due anni, colpiscono Gaza e la Palestina, valutando di sospenderli temporaneamente almeno finché non si giunga al termine del conflitto in corso;
- di poter trattare nei percorsi di educazione civica di quest’anno anche il tema dei “genocidi nella storia” e del “conflitto israelo-palestinese” in modo da dare solide basi teoriche e storiche per comprendere cosa sta avvenendo oggi e per venire incontro ad alcune delle richieste da parte della componente studentesca.
Il presente documento sarà affisso all’albo della scuola, condiviso con il Consiglio di Istituto, inviato alle autorità scolastiche competenti ed, eventualmente, inviato agli organi di stampa locali per sensibilizzare l’opinione pubblica.
Il nostro ruolo educativo implica una presa di posizione chiara e pubblica a favore della pace, della dignità umana e della legalità internazionale.
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